La Geneterapia 
Editoriale a cura del Prof. Vittorio Monteleone
Gli attuali progressi della biologia molecolare e
cellulare e della terapia genica sono diventati talmente
promettenti che la comunità scientifica Ortopedica
Italiana non può sottovalutarli sotto alcun aspetto,
pena un’obsolescenza culturale con ripercussioni
negative su tutti gli Ortopedici.
Non deve essere dimenticato che è stato Marshall
Urist, chirurgo Ortopedico e grande amico dell’Italia,
ad aver scoperto la B.M.P. (Bone Morphogenetic Protein)
negli anni 60 e per tale scoperta è stato insignito
del Premio Nobel.
In qualità di chirurgo Ortopedico ed attualmente
di rappresentante istituzionale della SIOT, devo far
rilevare che le possibilità della terapia genica
nella cura di alcune malattie muscolo-scheletriche,
hanno superato la fase della ricerca di base e sono
passate all’applicazione nell’uomo con tutte
le cautele e le riserve che sono necessarie nelle fasi
iniziali di tali applicazioni.
Quello che a noi Ortopedici interessa in modo particolare
è che la nostra esperienza nella conoscenza delle
malattie muscolo-scheletriche e la nostra capacità
di gestire tecniche chirurgiche di impianto diretto
o indiretto di geneterapia non siano marginalizzate
rispetto ad altre discipline.
In altri termini, noi Ortopedici dobbiamo occuparci
del problema di diffondere ed incrementare il nostro
grado di cultura sull’argomento e dobbiamo iniziare
con competenza ad attuare le terapie che attualmente
sono venute alla ribalta in campi ed in settori nuovi;
in altri termini, noi dobbiamo occupare lo spazio culturale,
scientifico e professionale di nostra competenza.
Ad esempio, se alcune terapie geniche tendenti a limitare
l’evoluzione delle artropatie infiammatorie e
degenerative daranno il loro contributo positivo, probabilmente
si ridurrà il numero di protesi articolari da
impiantare.
Attualmente in Italia sono pochissimi i Centri e le
persone che si occupano dell’argomento.
Come evitare che gli Ortopedici Italiani siano marginalizzati
di fronte ad un tale problema di rilevante interesse
culturale, scientifico di ricerca e pratico professionale?
A mio avviso è necessario intraprendere le seguenti
iniziative:
- Bisogna incentivare i giovani Ortopedici alla ricerca
di base con riconoscimento di vario tipo non escludendo
gli incentivi economici con borse di studio.
- Bisogna che la SIOT e le altre Società Scientifiche
Specialistiche Affiliate (attualmente sono trentadue)
attraverso i loro organi di stampa, attraverso Internet
e durante l’organizzazione dei congressi facciano
uno sforzo per diffondere le attualità e le
conoscenze della biologia molecolare, cellulare e
della geneterapia.
- E’ necessario che i giovani, oltre all’interesse
spiccato che oggi hanno verso le nuove tecniche chirurgiche
(artroscopica, computer-assistita, robotica, mini-invasiva)
orientino anche il loro interesse verso questi nuovi
e promettenti settori di ricerca e di applicazioni
cliniche.
- E’ necessario riconoscere e valorizzare,
nella giusta misura, i cambiamenti della nostra pratica
professionale ortopedica e traumatologica.
- E’ necessaria una correzione di rotta della
nostra specialità per non cadere in un esasperato
tecnicismo ed in una visione esclusivamente meccanica
del sistema osteomuscolare dando maggior spazio alla
Biologia.
Il risultato più entusiasmante dato dal sistema
di osteosintesi a compressione non è stato
tanto quello di aver fornito un sistema impeccabile
e polimorfo di osteosintesi, quanto quello di aver
promosso lo studio e la comprensione del callo osseo.
Analogamente entusiasmante è stata non tanto
la originale fissazione esterna di Ilizarov quanto
la comprensione delle leggi della rigenerazione ossea
in distrazione mostrate dallo stesso autore.
- E’ necessario incentivare e rafforzare l’educazione
della “Basic Science” nelle Università
ed in altri Centri di Ricerca.
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