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L'aggiornamento professionale

APPRENDERE, VALUTARE, INSEGNARE NEL PROCESSO DI FORMAZIONE CONTINUA DEL MEDICO

Prof. N. Misasi

Maurice E. Muller grande Maestro della chirurgia ortopedica, punto di riferimento di molte generazioni di ortopedici di tutto il mondo è stato un abile chirurgo ed un altrettanto abile giocoliere illusionista. Si dilettava spesso in giochi di destrezza e, tra questi, preferiva quello, a tutti noto, dei tre cerchi di metallo che, con eccezionale abilità, concatenava tra loro e, con altrettanta agilità, li liberava dopo aver dimostrato che i cerchi erano integralmente chiusi e non era possibile farli passare uno nell'altro.
Ho seguito per molti anni i suoi insegnamenti (non di illusionista…) frequentando la Clinica Ortopedica dell'Università di Berna da Lui diretta, e la Sua Casa di Cura, divenendo nel tempo non solo uno dei tanti allievi apprendisti…ma, guadagnando la Sua amicizia e la Sua stima, ho meritato anche il Suo affetto.
Sono stato molte volte a Berna a visitarlo e durante le pause rilassanti degli incontri scientifici, veniva sollecitato ad esibirsi come illusionista/prestigiatore e gli anelli, oggetto del suo gioco preferito …erano sempre a portata di mano!…
Negli anni '80 un intero volume di una prestigiosa rivista della disciplina, "Clinical Orthopaedics" edita negli Stati Uniti, è stato dedicato interamente alla attività didattica e scientifica di questo grande Maestro dell'Ortopedia.
In questo volume in uno degli articoli comparvero come logo di riferimento i tre anelli concatenati adoperati dagli illusionisti…e ciascun cerchio conteneva una delle tre parole: Apprendere, Valutare, Insegnare le quali altro non erano che i tre concetti fondamentali che Muller aveva posto alla base della sua costruzione didattica e scientifica e di cui tante volte mi aveva parlato, innalzandoli a simbolo della attività accademica di docente e professionista.
Ho sempre desiderato penetrare a fondo sulla validità di questi principi ed ho avuto occasione di passare diverse ore assieme a lui, discorrere su questo argomento, per approfondire i significati soprattutto per conoscere i lati nascosti di questa filosofia. Erano gli anni '80; il risultato fu che le parole contenute nei tre anelli divennero una guida ed un punto di riferimento costante della mia attività di docente universitario e di chirurgo ortopedico.
Alla conclusione del mio mandato accademico, ritornano in mente esperienze, illusioni, delusioni e soprattutto riflessioni e ripensamenti.
Apprendere, valutare, insegnare sono tre concetti che vengono naturalmente a far parte del processo di formazione del medico.
Di formazione continua…se ne parla ormai dappertutto e in ogni campo!
Ma…cosa vuole intendersi per formazione continua del medico: il giovane medico che ha ultimato il proprio iter della specializzazione prescelta, si trova inevitabilmente immerso in un diretto confronto fra se stesso e tutto il bagaglio di esperienze che il percorso della propria attività professionale giornalmente gli offre.
"L'esperienza, per dirlo con O. Wilde, è la somma dei nostri errori…" per cui molto spesso alla fine della giornata, il pensiero ripercorre le esperienze avute e, per ognuna di esse, ne giudica il sapere, ne valuta il saper fare, e crea a poco a poco quel prezioso fardello rappresentato dalle conoscenze acquisite e da trasmettere…con l'insegnamento.
Da questo si delineano già i significati dei tre concetti fondamentali contenuti nei tre cerchi di Muller, essi esprimono una necessità irrinunciabile rappresentata dall'aggiornamento continuo, dalle verifiche, dai confronti e da tutto quanto deriva dall'incessante bisogno di migliorare, attraverso un processo di formazione quanti percepiscono questa filosofia di vita.
Oggi, tempo di bilanci, per chi percorre il sentiero della maturità, il valore palese e quello nascosto di queste tre parole, è sempre motivo incessante di riflessione…
La formazione continua (in senso lato) rappresenta quindi il percorso moderno che qualsiasi attività lavorativa indica quale indispensabile mezzo di miglioramento e quindi di evoluzione.
Nell'arte medica in particolare, il processo di formazione si trova legato agli sviluppi tecnologici che, nel secolo da poco concluso, hanno rappresentato la caratteristica più spiccata della scienza medica. Esso costituisce l'obiettivo costante delle organizzazioni socio sanitarie sia per il medico che per tutti gli addetti all'assistenza, a qualsiasi livello.
I tre concetti Apprendere, Valutare, Insegnare sono pertanto diventati più che mai indispensabili per la realizzazione del processo di formazione.
Bisogna riconoscere al prof. Muller la sua lungimiranza per averli elevati già da molto tempo a concetti guida dell'attività didattica, scientifica e assistenziale del medico.
A Lui il merito di averli saputi applicare e divulgare in tutto il mondo.

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Volendo ora analizzare in dettaglio questo processo, la prima cosa che appare evidente nel percorso di formazione è la funzione didattica, vale a dire l'organizzazione dell'insegnamento, la metodologia impiegata, la valutazione dei risultati filtrati attraverso una accurata analisi dei metodi.
Non vi è dubbio che il punto di partenza universalmente riconosciuto è rappresentato dai corsi universitari o equipollenti. E' da lì che ha inizio il processo di formazione!
La programmazione dei corsi deve anche comprendere, sul piano operativo, la metodologia dell'insegnamento oltre la scelta del docente. Tutti sappiamo che la base essenziale dell'Università poggia le proprie fondamenta sulla funzione didattica e di ricerca scientifica, per cui Università equivale a diffusione del pensiero e della cultura e quindi a formazione continua.
Per formarsi però bisogna cercare di capire sempre di più e sempre meglio.
Questo principio è realizzabile solo se i responsabili della formazione sapranno gradualmente e progressivamente adattarsi ai tempi i quali…prevedono ogni giorno nuove esigenze nell'ambito di una progressiva mondializzazione.
Quale è dunque il percorso da seguire oggi, tempi in cui le acquisizioni ed i valori stanno vivendo una vera e propria rivoluzione copernicana?
Un percorso è stato certamente tracciato dalla cosiddetta Epistemologia o Teoria della Scienza cioè quella disciplina che studia la Filosofia della Scienza. Essa oltre alla fisica, alla biologia, alla chimica, deve necessariamente interessare tutta la scienza umana, comprendendo l'Etica, il Diritto, l'Economia, la Storia e quindi anche la Medicina.
E' un percorso di pensiero che porta a riflettere su un numero infinito di problemi, sulla costruzione di concetti, sul valore di alcune teorie scientifiche e filosofiche, come quelle di Bacone o di Kant. Renè Leriche eccelso chirurgo dell'800, in un suo libro dal titolo "La Filosofia della Chirurgia" scriveva: "Dobbiamo sempre cercare il risultato funzionale migliore per i nostri trattamenti. Anche se accettiamo di cambiare rapidamente il nostro modo di agire, le nuove tecniche esigono sempre una forte volontà di adattamento: in generale però siamo più portati a continuare a fare come abbiamo sempre fatto, specie se i risultati sono buoni…e resistiamo inconsciamente alle novità cercando di autogiustificarci diminuendo l'importanza di cambiare… Tutto questo però rappresenta in definitiva una rinuncia ad apprendere".

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Un problema importante da considerare è che l'insegnamento della Medicina viene fatto di solito sempre dallo stesso maestro. I giovani medici in formazione restano circoscritti spesso nello stesso paradigma, e si è portati a credere che le teorie dei maestri siano verità esclusive che durano per sempre!!! Ciò può esser valido per la formazione di una scuola…ma non in senso assoluto. Per la formazione continua è necessario uscire da questo tipo di atteggiamento; bisogna immergersi nella materia assorbendo cultura ovunque…e la lettura di pubblicazioni va fatta con spirito critico per evitare di cadere nell'eccesso e fidarsi ciecamente della letteratura scientifica.
Insomma la formazione continua deve seguire un percorso vario, ricco di iniziative culturali ed il Maestro rappresenta il punto di riferimento irrinunciabile, la guida illuminata e ispiratrice che deve lasciare un segno incancellabile perché…come dice una bella canzone di Paolo Conte… "Il Maestro è nell'anima…e, nell'anima per sempre resterà…!" Ma non basta! Nel processo di formazione del medico, gioca oggi un ruolo importante il numero pletorico che caratterizza attualmente i corsi di specializzazione. E' una realtà che condiziona la possibilità di ottenere un lavoro! Questo finisce col demotivare i giovani specialisti che spesso si orientano verso altre attività che non hanno nulla a che vedere con la specialità conquistata e finiscono con impoverire la mente di tutto ciò che hanno appreso.
Questa schiera finisce con autoescludersi dal processo di formazione, la quale invece deve essere assimilata nel modo più completo da coloro che restano nel numero degli specialisti fedeli al loro titolo e che hanno preso coscienza della necessità di aggiornarsi continuamente per non rimanere tagliati fuori dalle innovazioni e dai progressi che la disciplina sviluppa.
Tutto questo trova conferma nello stato dell'arte della Scienza medica attuale.
La Medicina oggi è da considerare non più una scienza, ma un'arte ai confini di più scienze… Questa affermazione costituisce la caratteristica di questo nuovo millennio in cui i progressi tecnologici di cui beneficia la scienza medica finiscono col coinvolgere più scienze, alcune storiche e tradizionali come la fisica, la chimica, la meccanica; altre più moderne e non meno complesse, come la biomeccanica, l'informatica, la robotica, ecc…
Esse sono entrate ormai nell'immaginario collettivo e stanno rivoluzionando concetti, criteri e percorsi che coinvolgono direttamente qualsiasi programma di formazione.
La conquista di un numero infinito di insegnamenti porta a riflettere sulla correlazione esistente fra i tre concetti base espressi da Muller e la necessità incessante di aggiornamento che la scienza medica continuamente richiede.
Una approfondita analisi su Apprendere, Valutare, Insegnare sarà utile per fornire il tracciato più realizzabile del percorso di formazione continua.
Esiste una massima che dice: "…Informarsi per sapere; sapere per capire; capire per insegnare…".
In un mondo che cambia queste affermazioni rappresentano principi irrinunciabili per coloro che hanno vivo il desiderio di formarsi.
Per la scienza medica la formazione rappresenta quindi la base fondamentale dell'edificio del sapere e del saper fare.
Anche se Marcel Proust affermava che "la Medicina è un compendio di errori successivi e di contraddizioni dei medici" ma diceva anche che "credere alla Medicina sarebbe la maggiore delle follie, se,…il non credervi…sarebbe ancora peggio!!"
Seguendo questi concetti palesemente contraddittori tra loro, risulta difficile se non impossibile saper quale è il procedimento più giusto che la formazione del medico deve seguire. Ecco ancora una volta il grande ruolo dell'Università considerata come laboratorio dove tutti siano compagni sul lavoro, maestri e discepoli, dove il maestro non si limiti solo ad esporre o a dimostrare, ma cerca e osserva insieme con i discepoli; in modo che tutti diventino attori… capaci a loro volta di….trasmettere…di insegnare.
In definitiva ogni docente deve prendere coscienza che per fare apprendere qualcosa di durevole ai propri allievi deve abituarli ad insegnare fornendo tutti i mezzi necessari. Non vi è dubbio che l'insegnamento in qualunque modo fatto, rappresenta il mezzo migliore per apprendere perché serve anche per valutare se stessi per essere valutati dagli altri.
Ma valutare significa anche un'altra cosa. Secondo Nietzsche noi crediamo che ad ogni azione corrisponde una valutazione. Pertanto prima di agire è indispensabile soppesare i pro ed i contro di tutte le possibilità esistenti…e, dopo aver ottenuto i risultati, è sempre necessario analizzarli.
In tal modo, il nostro modo di ragionare si modifica per un meccanismo di retroazione (Feed Back).
In chirurgia ortopedica il processo di RETROAZIONE è enormemente facilitato in quanto abbiamo la fortuna di avere a nostra disposizione le radiografie.
Sulle lastre radiografiche è possibile disegnare i nostri piani preoperatori e quindi vedere, analizzare e valutare il risultato tecnico della nostra chirurgia sia subito dopo l'intervento che a distanza di tempo.
Questi piani grafici vengono anche utilizzati per informare il paziente di ciò che gli viene fatto e servono ad evitare eventuali persecuzioni giuridiche, oggi sempre in agguato!!
Fino a poco tempo fa paziente e chirurgo erano legati da uno stretto contratto morale; il malato si affidava al chirurgo ciecamente ed i processi giuridici erano eccezionali. Sono stati gli anni d'oro della Medicina! Oggi tutto è cambiato: i valori morali si sono offuscati e la Medicina vive un periodo di profonda crisi etica…
Diverse ragioni sono alla base di questo cambiamento: lo sviluppo tecnologico dell'informazione, la concorrenza sfrenata; i grossi problemi che interessano le strutture assistenziali; il diritto alla salute; la comparsa dei tichets, i DRG…e così via. Questa metamorfosi viene inevitabilmente ad influire sul processo di formazione continua del medico.
La tecnologia dell'informazione, ci fa vivere un periodo inimmaginabile: i computers sempre più perfezionati con infiniti programmi, i cellulari, i satelliti artificiali, gli e…mail...ci sconvolgono.
Non basta! Internet permette una informazione sempre più vasta ed infinita.
Tutta questa rivoluzione altro non è che la faccia nascosta del nostro modo di vivere che ha letteralmente scombussolato la vita di tutti i giorni e la nostra Società, ed ha finito col coinvolgere anche la ricerca scientifica.
In un passato non lontano la ricerca scientifica nella clinica era affidata ad un capo che con i suoi collaboratori costruiva la propria casistica sulla base delle esperienze acquisite.
Oggi le statistiche si realizzano con un lavoro di squadra, dove il paziente è al centro di un cerchio nel quale sono contenute cartelle cliniche, manager, assicurazioni, produttori di materiali sanitari e tanti altri parametri che non hanno nessun nesso scientifico con la ricerca clinica!!
In più la nuova generazione non rispetta molto le tradizioni, i titoli e neanche le abitudini! La messa in discussione dei capi e dei responsabili è divenuta una regola e viviamo ogni giorno una vera e propria rivoluzione dei valori.
Consideriamo per esempio la figura del medico:
E' ormai risaputo che nella scienza medica, il chirurgo in particolare viene considerato un artigiano o un tecnico, dimenticando che invece si tratta di un professionista anche se oggi qualcuno sogna di utilizzare esclusivamente il Robot in sala operatoria per sostituire la mano dell'uomo!!!
Il contributo umano del curante rimane invece un elemento fondamentale per il paziente anche se è inevitabile che esistano un certo numero di incertezze legate soprattutto al fatto che nella valutazione della qualità dei risultati entrano in gioco fattori diversi che influenzano in un senso o nell'altro e che non sempre permettono di raggiungere un quoziente favorevole.
In definitiva dobbiamo accettare le nuove tecnologie se sono in grado di trasformare e migliorare il nostro insegnamento e quindi il nostro modo di apprendere e valutare.
Esse migliorano il sapere ed il saper fare favorendo nuovi metodi di valutazione. A questo bisogna aggiungere la documentazione medica che è la base indispensabile per l'insegnamento e acquista un posto importante nella formazione continua, sole se viene riconosciuta e applicata da tutti su basi chiare ed inconfutabili. Tuttavia non possiamo negare che il progresso tecnologico è anche causa di profonde riflessioni e ripensamenti.
E'accertato ormai che nella scienza medica molte idee innovative specie sul piano tecnico, vengano messe in discussione sulla base di osservazioni retrospettive che al tempo stesso forniscono preziose osservazioni prospettive.
Ciò è reso possibile solo se il confronto viene riferito alla documentazione di grandi casistiche capaci di dimostrare che quella tecnica, quell'insegnamento o quella indicazione comprendono anche risultati negativi. Solo così è possibile non cadere nell'autosoddisfazione e quindi utilizzare correttamente anche questo processo per la formazione continua del medico.
Troppo spesso le nostre Università, le nostre organizzazioni sanitarie per la specializzazione, rimangono chiuse entro barriere amministrative che eliminano la vocazione e creano incertezze in quei giovani medici che vogliono formarsi.
La credibilità diminuisce malgrado la tecnologia aumenti!!!
Cosa fare?
Non servono nuove proposte, ma è necessario trovare il giusto equilibrio tra la spinta professionale e quella formativa creando un sistema di valutazione mediante un costruzione collettiva nella quale è compresa anche la autovalutazione.
La nuova generazione, oggi elevata al culto della mondializzazione, deve essere consultata per non rimanere esclusa.
Seguendo questo percorso la valutazione formativa si inserisce come processo indispensabile confermando il detto:
"Apprendo in quanto mi valuto".
Sollecitando esasperatamente l'autovalutazione sia individuale che di gruppo, è possibile costruire i "gradini" di valutazione della scala formativa, riscoprendone al tempo stesso l'efficacia…
E penso a questo punto di aver completato l'analisi del tema propostomi
Consentitemi ora alcune brevi considerazioni conclusive.

Apprendere, valutare, insegnare fanno parte delle antiche dottrine filosofiche! Pitagora, Parmenide, Aristotele e Platone…avevano più volte espresso questi stessi concetti!
Le verità nascoste contenute in queste parole devono essere però rivelate…; per far ciò è necessario il filtro di un'analisi che spero sia sufficientemente trapelata da tutto quanto avete fino ad ora ascoltato.
Pertanto se è vero che apprendere, valutare, insegnare sono concetti che guidano la formazione del medico, se ne siamo veramente convinti e li accettiamo come tali … se nella nostra coscienza occupano il posto che pensiamo…dobbiamo, per amore di chiarezza comprenderne i motivi.
Applicando i principi che sono alla base della "Critica della ragion pura" di Emanuele Kant e cioè "cosa devo fare; cosa devo saperecosa posso sperare…" dobbiamo ammettere che esiste oggi un convincimento assai pericoloso che deriva dalla generalizzazione attiva del fare e dall'analisi globale della conoscenza obbiettiva del sapere.
Ma per passare dalla fase puramente teorica a quella operativa è necessario riflettere su tutte le tentazioni della "facilità di fare e di sapere" Nitzsche, padre della prospettiva…condannava quella certa cultura che "riempie la testa degli uomini e poco serve a modellarne i tratti".
La cultura non deve essere un peso o un ingombro; e non deve paralizzare lo sforzo e lo slancio creativo!
Invece tutto questo purtroppo oggi si verifica e rappresenta un rischio vero e proprio dovuto al processo di mondializzazione a cui vanno incontro tutti i problemi politici, economici, sociali, i quali, nella diffusione globale per indurli e affrontarli (allo scopo di trovare comunque una soluzione…); finiscono col privarli di quella analisi sottile, accurata e profonda, sempre necessaria.
Si delinea così con chiarezza il percorso che il processo di formazione deve intraprendere! Solo attraverso una ricerca analitica siffatta è possibile raggiungere quella ABSTRAZIONE SCIENTIFICA E DIDATTICA intimamente sana e soprattutto agile e aperta. Una tale abstrazione si dedica con entusiasmo ad un pensiero razionale che riesce, in ultima analisi a disinteressarsi delle "ombre" con le quali la irrazionalità tenta di creare dubbi che finiscono con offuscare la luce chiara di concetti ben espressi.
Oggi dobbiamo ammettere che le nuove tecnologie dell'informazione trasformano e migliorano il nostro insegnamento e quindi il nostro modo di insegnare. Riescono a migliorare il sapere ed il saper fare e favoriscono nuove tecniche di valutazione.
In più la documentazione medica, base indispensabile per l'insegnamento, viene a conquistare un posto importante solo se riconosciuta ed adottata da tutti.
Così facendo si potrà migliorare la qualità della vita dei pazienti offrendo loro trasparenza ai risultati delle prestazioni ricevute, attraverso una documentazione chiara e valutabile, e sarà forse possibile riuscire a svelare uno dei lati nascosti della vita… del pensiero e della cultura. In tal modo si allontaneranno le incertezze; i dubbi svaniranno e le verità si illuminano di obbiettività.  

Apprendere, dunque …ma con umiltà.

Valutare, si … ma con coscienza.

Insegnare, sempre … ma con amore.

S.I.O.T. Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia
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